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La bulloneria: guida introduttiva per scegliere al meglio

30 Oct 2026

Conoscere a fondo il tema della bulloneria è fondamentale per il fai da te e per i lavori in officina. A volte ci dedichiamo a temi che richiamano concetti di meccanica avanzata, ma ci dimentichiamo che tutto si basa su concetti essenziali.

Come, ad esempio, la buona combinazione di dadi, bulloni, perni e rondelle antisvitamento. Il concetto di base è questo: ci vuole l’elemento giusto al posto giusto. Il serraggio deve essere affidato solo a elementi in grado di affrontare l’impegno. La bulloneria è tutto ciò che ti consente di serrare, stringere, unire e mantenere insieme la tua struttura: ecco cosa devi sapere per sceglierla e usarla nel modo giusto.

Cos’è la bulloneria e a cosa serve

Il concetto di bulloneria racchiude tutto ciò che si utilizza per avvitare e svitare attraverso dadi, bulloni e perni. Quindi, da un lato hai l’elemento cilindrico con filettatura maschia, dall’altro hai ciò che si avvita attorno con filettatura femmina.

Anche se il termine viteria spesso appare vicino a quello di bulloneria, il primo termine indica ciò che rientra nell’universo delle viti, tipo quelle autofilettate per il legno. Giusto per completezza, devi sapere che con il termine bulloneria intendiamo anche la fabbrica o il reparto industriale in cui questi componenti vengono prodotti.

Quali sono gli elementi inclusi nel settore

Il settore include un gran numero di elementi e minuterie metalliche per il serraggio temporaneo - nella maggior parte dei casi la bulloneria ha questo vantaggio, non è permanente - di due o più parti di una struttura. In alcuni casi, si utilizzano dadi e bulloni anche per mantenere elementi che devono sopportare sforzi elevati ma dipende da cosa si sceglie.

Nel catalogo hai a disposizione bulloni e perni, accoppiamenti formati da una vite a gambo filettato e da un dado corrispondente, rondelle e rosette che sono anelli piatti, spaccati (Grower) o zigrinati inseriti sotto la testa della vite o del dado per distribuire il carico, evitare lo svitamento accidentale o proteggere le superfici. Per usi molto specifici, come nell’automotive, abbiamo barre filettate e prigionieri: aste interamente o parzialmente filettate prive di testa, tagliabili su misura.

Rondelle e rosette

Le rondelle si posizionano tra la testa della vite (o il dado) e la superficie da serrare per distribuire la pressione e prevenire lo svitamento. Possono essere larghe per aumentare la superficie d'appoggio su materiali teneri come legno o plastica, spaccate tipo Grower o dentellate per esercitare una pressione elastica costante o in materiali deformabili come rame o nylon per sigillare raccordi.

Perni, prigionieri e spine

I perni svolgono una funzione di centraggio e supporto tra elementi meccanici, resistendo a sforzi di taglio e trazione. Possono essere cilindrici o conici per garantire un accoppiamento di altissima precisione senza gioco, filettati alle estremità per consentire il bloccaggio con dadi, oppure intagliati e cavi (spine elastiche) per adattarsi all'interno della sede senza rischiare lo sfilamento.

Dadi e bulloni

I dadi si avvitano intorno al perno e si differenziano in base alla funzione di bloccaggio, all'accessibilità di manovra e alla protezione del filetto. Possono essere bassi o alti per ingombri ridotti o per maggior tenuta del filetto, con inserto in polimero che frena la vite ed evita l'allentamento da vibrazioni, ciechi e quindi con calotta cromata all'estremità della vite per sicurezza antinfortunistica ed estetica.

Come sono realizzati gli elementi della bulloneria?

Molto dipende dall’uso e dall’impiego necessario. Gli acciai al carbonio e legati sono i materiali più diffusi, rappresentano la base di partenza per impieghi generali. Vengono classificati in base alla loro classe di resistenza (4.8, 8.8, 10.9, 12.9 dove il primo numero indica la resistenza a trazione e il secondo il limite di snervamento).

L’acciaio zincato a caldo o elettroliticamente offre uno strato protettivo per prevenire la ruggine e si utilizza per la bulloneria che deve essere utilizzata all’esterno, mentre gli acciai legati al cromo, manganese o molibdeno sono perfetti per viti e bulloni usati nei settori automotive, motoristica e carpenteria pesante. La bulloneria in acciaio inox con l’aggiunta di molibdeno garantisce resistenza ai cloruri e alla salsedine.

Quali sono gli utensili per manovrare viti e bulloni?

Questi elementi meccanici devono essere gestiti con utensili specifici, a meno che tu non voglia rovinare il profilo metallico di questi elementi. Infatti, una delle caratteristiche della bulloneria è che può anche spanarsi: per questo esistono utensili specifici che trovi anche nel catalogo Ineco. Regola uno: scegliere sempre la misura giusta, non più piccola e non più grande.

Poi, devi utilizzare il modello adeguato per la forma del bullone o del perno. Gli utensili che rientrano nella categoria delle chiavi di manovra - tipo quelle fisse e a forchetta, poligonali, combinate, a cricchetto o a rullino - agiscono sui profili esterni (esagonali, quadrati o flangiati) di dadi e teste di vite.

chiave

Se vuoi velocizzare il tutto puoi sfruttare i trapani avvitatori a batteria o elettrici: sono decisivi per un uso generale con inserti (bit) intercambiabili, ma per un uso più impegnativo abbiamo i modelli a impulsi e i moltiplicatori di coppia che si utilizzano soprattutto in carpenteria pesante per i fissaggi più importanti.

Nelle officine meccaniche, invece, non mancano mai le chiavi dinamometriche (a scatto o digitali) che impostano la coppia di serraggio esatta ed emettono un segnale acustico al raggiungimento del valore utile.

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